Verdi o rossi?

lQfw1oP2_400x400Parlamento Europeo, Strasburgo, 2 Luglio 2014
• Speaker: Nigel FARAGE MEP, Leader dello UK Independence Party (UKIP), Co-Presidente del Gruppo “Europe of Freedom and Direct Democracy (EFDD)”
• Bluecard question: Philippe LAMBERTS MEP (Belgio), Gruppo dei Verdi
• Dibattito: Conclusioni dell’European Council meeting (26-27 Giugno 2014)
Alla presenza di Mr Van Rompuy

Nigel Farage: Bene, buongiorno, e che privilegio rivolgersi ai tre grandi Presidenti dell’Unione europea a nome del mio gruppo e dello UKIP che è arrivato primo alle elezioni nel Regno Unito. Non è, naturalmente, successo solo lì; in tutta Europa, a sinistra, al centro ed a destra, ora ci sono più euroscettici in questo Parlamento di quanti si siano mai visti prima.
Quindi immaginate la mia sorpresa il 27 maggio poiché ero alla Conferenza dei presidenti di Bruxelles, dove i leader di tutti i gruppi europei erano nella sala e non ero sicuro, si sa – sarebbero stati gentili con me? Sarebbero stati scortesi con me? Avrebbero accettato che qualcosa di fondamentale era cambiato?
Oh no, era la solita minestra. E venendo dal Regno Unito, non abbiamo neanche capito che queste elezioni fossero significative fino a far preoccupare il prossimo Presidente della Commissione. I Tories non avevano un cavallo in corsa, il partito laburista britannico aveva rinnegato Martin Schulz, ed i liberaldemocratici, ai quali sono lieto di poter dire, siete crollati su un membro… aveste messo il vecchio Verhofstadt sulla televisione britannica, avrebbero perso la partita!
Siamo così rimasti piuttosto inconsapevoli. Siamo rimasti piuttosto inconsapevoli di quello che stava succedendo. Una vittoria della democrazia? Non ne sono sicuro. Il perdente – chi è il perdente? Martin Schulz. E’ diventato nuovamente il presidente del Parlamento europeo. Tutto mi sembra una ricucitura alla meno peggio.
Dave (Cameron, ndr) ovviamente ha frainteso lo stato d’animo: non capendo questo e dopo qualche incoraggiamento iniziale da pochi degli Stati membri pensando che potessero bloccare il signor Juncker, si è adeguato alla nuova regola aurea della politica UE che è: quando la signora Merkel parla, gli altri capi di Stato obbediscono.
Ed il sostegno per noi semplicemente ha sciolto il modo che voi avreste pensato, “quando mi trovo in un buca smetto di scavare,” ma no, Dave continuava a scavare. E devo dire che all’avvicinarsi del voto finale si ci è cominciati a sentire un po’ come al concorso canoro dell’Eurovisione, dove non importa quanto sia buono il concorrente britannico, tale è l’avversione di gran parte dell’Europa verso il nostro paese  che sempre perderemo.
Mi chiedo quale siano le prospettive ora per rinegoziare. Beh, il signor Juncker ha avuto un bel problema con la stampa britannica. Ci è stato detto che beve cognac a colazione. Lo so … che non è nel manifesto UKIP, te lo giuro.
Ci è stato detto che è “Juncker il beone”, ci viene detto che è un fumatore. Mio Dio, non è così terribile! Alcuni di loro addirittura hanno detto che beve infinite tazze di caffè nero ed è per questo sembra così vecchio. Non riesco ad immaginarlo anche in vena di concessioni.
E tornando alla signora Merkel, lo ha messo in chiaro dopo il vertice, quando Cameron ha contestato il principio di un’Unione sempre più stretta, con molto garbo ella ha detto che siamo tutti autorizzati a muoverci a velocità diverse verso un’unione sempre più stretta, ma dobbiamo continuare nella stessa direzione.
Abbiamo un referendum in arrivo su alcuni punti in un futuro non così lontano in Gran Bretagna. C’è una cosa che potrebbe convincere gli elettori britannici a votare per continuare a far parte dell’Unione europea, e questo è un cambiamento fondamentale del trattato che dica che non dobbiamo più accettare l’accesso senza vincoli a milioni e milioni di persone provenienti da tutta l’Europa. Ne abbiamo bisogno, ed il popolo britannico lo chiede, l’80% di loro vuole farci riprendere il controllo delle nostre frontiere in modo da poter scegliere chi arriva in Gran Bretagna.
Ora, avendo perso 26-2 nell’ultima votazione in seno al Consiglio dei ministri, avremo bisogno di fare questo, per riuscirci – per porre fine alla totale libertà di circolazione, avremo bisogno del sostegno del Parlamento europeo. Aiuterete la Gran Bretagna a porre fine alla libera circolazione delle persone? Non la penso così. Vinceremo 28-0 in seno al Consiglio dei ministri? Non la penso così. Non accadrà. Stiamo parlando al vento e ora siamo più vicini ad uscire più che mai.
E per il resto dell’UE, ho il sospetto che i prossimi cinque anni porteranno miseria senza fine per i paesi della zona euro del Sud del Mediterraneo, che forse si riflette nel numero degli italiani che ora abbiamo nel nostro Gruppo. E cosa abbiamo visto nelle ultime 48 ore? Abbiamo visto a nudo il militarismo con la bandiera dell’UE portata al passo dell’oca nel piazzale, abbiamo visto l’inno europeo e in realtà, ve lo dirò questo, ora noi, gli Euroscettici, siamo i progressisti; questi due signori non avevano nulla da dire oggi. Era la solita nenia del noioso guardare indietro ad un modello inventato 50 anni fa, e noi siamo quelli che vogliono la democrazia, noi siamo quelli che vogliono gli Stati nazione, noi siamo quelli che vogliono un futuro globale per i nostri paesi non intrappolati all’interno di questo museo. Grazie.

Philippe Lamberts: Mr. Farage, che sta facendo lei qui? Quello che ho sentito è fondamentalmente il discorso dell’opposizione … – Il signor Verhofstadt, il signor Verhofstadt, vorrei po’ di rispetto, per favore – … Mr. Farage, che sta facendo qui? Quello che ho sentito è il discorso del leader dell’opposizione alla Camera dei Comuni. Se vuole tenere quel tipo di discorso, si faccia eleggere lì. Cosa sta facendo qui? Il motivo per cui lei sta parlando qui è che ha arruolato europei continentali nel suo gruppo solo per essere in grado di vantare quanto i cittadini britannici vogliano uscire dall’Unione europea. Se vuol essere considerato come un leader di un gruppo politico europeo, faccia discorsi da leader politico europeo. Grazie.

Nigel Farage: Bene, signor Lamberts, devo dirle che lei mi suona come qualcuno della vecchia era comunista, affermando che se qualcun’altro ha un diverso punto di vista è chiaramente un malato di mente o c’è qualcosa di sbagliato in lui.
Quello al quale vi abituerete, tutti voi, è l’idea che nel panorama politico ora ci sono più euroscettici in questo Parlamento di quanti mai visti prima e molti di loro non accettano un’Unione sempre più stretta, non accettano quella bandiera, non vogliono un inno europeo. Vogliono un’Europa moderna dove si possa commerciare insieme, collaborare insieme ed avere mutuo rispetto vicendevolmente. E io le dico questo, Lamberts, non preoccupatevi troppo per la mia presenza, perché entro i prossimi cinque anni, io non sarò qui. D’accordo?