Ultim’ora: un altro che si crede il Papa

Bandiera_VaticanoIl Grande Comunicatore anche in Australia convocò i giornalisti e disse che, se per eleggere il Papa fosse stata usata la legge elettorale delle ultime politiche del 2013 “a San Pietro sarebbero usciti in quattro vestiti di bianco, dicendo: ho vinto io”. E poi disse che c’è invece bisogno di fare una cosa “bellissima e arrogante: far meglio di quelli di prima”. Ma anche in Australia i giornalisti si scordarono di controbattere che:

  1. la Città del Vaticano è una monarchia assoluta fondata sulla Fede, mentre l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro e qualsiasi paragone tra i 2 Stati è improprio;
  2. la legge elettorale italiana non ha come scopo quello di eleggere un Papa e in particolare il Grande Comunicatore non è il Papa;
  3. fare meglio di quelli di prima in teoria è semplicissimo, in pratica il Grande Comunicatore non ci sta riuscendo.

Comunque, se proprio gli italiani vogliono essere governati dal Papa, facciano dell’Italia il nuovo Stato Pontificio, ma per carità di Patria non continuino a votare tutti quelli che passano per la strada dicendo di essere il Papa. 

Ora pro nobis.