Stationary combustion

Cosa dice questo grafico dell’European Enviroment Agency (EEA)?
Che per cercare di contrastare le emissioni inquinanti, le amministrazioni interessate, molto spesso, si concentrano su iniziative legate alla mobilità di natura straordinaria ed estemporanea come il blocco della circolazione per i veicoli più vecchi o le targhe alterne, ma per diversi inquinanti locali (PM2.5, SOx) e per la CO2, le principali fonti di emissioni sono gli usi stazionari (“stationary combustion”) che includono centrali elettriche, impianti a ciclo combinato, impianti di cogenerazione ed impianti di riscaldamento a distanza, nonché piccoli impianti ad es. stufe e caldaie residenziali. Nelle città de-industrializzate a terziario avanzato sono i riscaldamenti degli ambienti e dell’acqua ad essere le fonti di emissioni più importanti.

I veicoli a gasolio contribuiscono fortemente alla produzione di NOx che sono considerati sostanze inquinanti dell’atmosfera e si ritiene che aggravino le condizioni dei malati di asma. Alcuni di essi in presenza di radiazione solare possono reagire con l’ossigeno formando ozono e altri composti del cosiddetto smog fotochimico se in presenza anche di idrocarburi incombusti (HC). Il triossido ed il pentossido di diazoto sono solubili in acqua e con l’umidità atmosferica possono formare acido nitroso e acido nitrico, entrambi presenti nelle cosiddette “piogge acide”.
Per cui è giusto pianificare investimenti certi e continuati sia nel potenziamento e rinnovamento del trasporto pubblico per ridurre il numero di veicoli privati circolanti sia negli incentivi per l’acquisto di auto ibride ed elettriche. Ma per quanto riguarda i motori a combustione interna l’industria dell’auto, pressata dalle norme Euro sempre più restrittive, è quasi arrivata a “raschiare il barile” e mai da un tubo di scarico potrà comunque uscire aria fresca. Le auto si vedono di più e si percepisce la loro invasività, ma le tante caldaie autonome e centralizzate non scherzano…

La grande sfida attuale è la riqualificazione energetica di un immenso patrimonio immobiliare molto vecchio sul quale, intervenendo, è possibile ottenere risultati ambientali molto significativi in quanto oggi l’efficienza marginale di ogni euro investito sugli “usi stazionari” è nettamente maggiore rispetto alle “mobile combustion”.