Spese militari

La chiamiamo tutti “civiltà occidentale”, perché tanto tempo fa abbiamo deciso che il Sole sorge in Giappone, anche se la Terra è uno sferoide e quindi il Sole sorge se vogliamo dappertutto. La civiltà occidentale è nata in Grecia qualche migliaio di anni fa e ha il suo “manifesto culturale” nell’Odissea, un testo in versi di incerta e forse collettiva paternità, che descrive un dopoguerra e le vicissitudini di un individuo per tornare a casa. La guerra che si fa ma poi finisce, la sete di conoscenza simboleggiata dal viaggio, la famiglia come ultimo e definitivo approdo, soprattutto l’individuo: c’è davvero tutta la civiltà occidentale nell’Odissea e il suo rapporto duale con la guerra. Un rapporto mai risolto, come quello tra Francesco d’Assisi e le Crociate. Perché l’Occidente ha per base l’affermazione dell’individuo e la guerra determina un vincitore e uno sconfitto, ma nel farlo uccide molti individui. E da quel 6 agosto del 1945 di Hiroshima potrebbe ucciderli tutti. Sì, certo, il pianeta Terra non ha un grande futuro, perché sarà forse inglobato e sicuramente reso senza vita dal Sole, quando il Sole diventerà una stella morente. Ma questo succederà tra circa 3 miliardi di anni, un tempo troppo lontano per la mente umana. E l’aumento di anidride carbonica causato nell’atmosfera terrestre dalle attività umane alzerà certo i mari di diversi centimetri e renderà impossibile coltivare il vino a Montalcino (mettendo definitivamente fine alle infinite truffe sul Brunello), ma siccome renderà fertile la Siberia i miliardi di morti che ci saranno non saranno mai tutti. Solo la guerra termonucleare è tecnicamente in grado di ammazzare tutto e tutti, in tempi brevi, da oggi, anche solo per errore, con gli arsenali già esistenti arricchiti da quelli in preparazione nel vicino Oriente, come lo chiamano in USA (più correttamente che in Italia, dove chissà perché lo chiamiamo medio Oriente). L’abbiamo già rischiata grossa molte volte, dalle esplosioni sperimentali in atmosfera, ai passati disordini politici in molti paesi nucleari a cominciare dalla Russia, alla proliferazione nucleare mai cessata. Il cittadino comune si vede preferisce non pensarci, il tema resta sempre sullo sfondo, il disarmo nucleare politicamente archiviato. In questi settant’anni la guerra è continuata, sia “fredda”, con armi “economiche”, che “locale”, con armi convenzionali. I politici moderni hanno fatto sciaguratamente loro il punto di vista di Carl von Clausewitz, sul fatto che “La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi. La guerra non è dunque, solamente un atto politico, ma un vero strumento della politica, un seguito del procedimento politico, una sua continuazione con altri mezzi“. Bisognerebbe invece cominciare a pensare che è la politica ad essere la continuazione della guerra con altri mezzi. La guerra è primitiva e crudele, crede di risolvere i problemi ma in realtà ne crea solo altri, dalle guerre di Bush jr in poi non è più neanche leva di sviluppo economico, anzi è un ulteriore fattore di indebitamento anche per il vincitore o supposto tale. La politica è invece uno dei frutti più alti della mente umana, ovviamente “La Politica” con la “P” maiuscola. E’ l’unico modo possibile per risolvere i conflitti senza far finta di averli risolti. I conflitti sono inevitabili, perché sulla Terra le risorse sono comunque limitate. Allora i conflitti vanno saputi gestire. Tutti i guai che stiamo attraversando di questi tempi non derivano forse dal fatto che siamo stati governati dalla finanza anziché dalla Politica? Non bisogna confondere la politica delle bustarelle con la politica delle idee. E’ la politica delle bustarelle quella contro cui è nato il MoVimento 5 Stelle, che però fa politica o insomma cerca di farla, ma la politica delle idee, appunto. Allora contro la guerra, il terrorismo, la corruzione è di più Politica che abbiamo bisogno. Costruire un’economia non più basata sul petrolio sarebbe la migliore risposta al terrorismo islamico. Aumentare il peso economico del web diminuirebbe quello dell’industria delle armi. E operare a livello di servizi segreti per togliere armi al medio Oriente e non portarcene delle altre sarebbe un grosso contributo per quella regione. Qualche giorno fa, invece, in un momento di confusione mentale, lo statunitense Obama (odierno erede di Sparta) ha chiesto agli alleati, Italia compresa, di aumentare le loro spese militari fino a raggiungere il 2% del PIL. A questo qui gli hanno dato il Nobel per la pace perché dopo Bush jr l’avrebbero dato a chiunque. Nel vecchio PCI, dopo il ventesimo congresso del PCUS, cominciò a farsi strada l’idea che prima di fare un monumento a qualcuno era meglio aspettare che fosse morto, perché finché era vivo poteva sempre sbagliare. Ecco, forse i Nobel andrebbero assegnati alla memoria. Ma cosa ha risposto Renzi alla richiesta di Obama? Renzi, che dovrebbe essere il cattolico erede della meno guerriera Atene, ha risposto che il problema era puramente economico, quindi si poteva fare solo se in Europa non lo conteggiavano nel deficit. E’ una risposta che rinfocola tutti i luoghi comuni sulla furbizia italica che tanto stigmatizzano sempre gli inglesi. Ma soprattutto è una risposta avvilente, che dimostra come Renzi non sia un grande politico, ma un misero politicante.

(*) Chi come me non conosce l’inglese può trovare la traduzione della canzone che accompagna questo post qui.