Piigs

Ho voluto visionare una seconda volta, ieri in prima visione televisiva su Rai 3, il documentario italiano Piigs (già visto a Giugno al Cinema) per esprimerne un giudizio. Chi ancora non lo ha visto può farlo su RaiPlay.it a questo link. Sono curioso di sapere i dati di ascolto dell’Auditel considerando una collocazione in palinsesto veramente infelice, di sabato alle 23:50. Per di più iniziato ben dopo le 24:00 e preceduto da un pessimo TG3 nel Mondo nel quale un eurista ed eurofilo, inviato speciale del Sole 24 Ore, ha chiosato sul programma con il solito intervento luogocomunista ed eurista del “non c’è alternativa”.

Quella che era stata la mia impressione a caldo, ieri è stata confermata. Il documentario è sicuramente un lavoro positivo per la divulgazione massiva di consapevolezza contro l’Euro, le regole dei trattati costitutivi dell’Unione Europea e le politiche di austerity, ma trovandoci nel 2017 si poteva fare di meglio, a mio modesto avviso. Facendo un paragone culinario così di moda in questi tempi, i vari ingredienti ci stanno tutti, ma poi manca il momento in cui messi insieme si arriva al piatto finale. Chi conosce bene le tematiche in oggetto, al piatto finale ci arriva da solo perché già lo conosce o lo sa cucinare, ma non è detto che glialtri ci arrivino. Anzi il dire, ma non troppo, nel 2017 rischia soltanto di fare solo rumore senza dare un segnale preciso e, quindi, favorire messaggi contraddittori funzionali al alcune forze politiche. La presenza nel documentario di Stefano Fassina, ex responsabile economico del PD, per anni eurista convinto ed ora in Liberi e Uguali fa capire di quale area. Ed anche la presenza di Glanis Varoufakis dice molto in tal senso, anche perché la vicenda greca viene (stranamente) affrontata in maniera molto superficiale e veloce senza spiegare due questioni fondamentali:

1) come l’Euro sia stato usato dalla BCE per commissariare il governo Tsipras chiudendogli il rubinetto della liquidità
2) le gravi responsabilità proprio di Varoufakis che pensava, senza avere un Piano B, di bluffare e raggiungere un compromesso con la troika

Inoltre appare strano che un progetto come Piigs, portato avanti in Italia, non abbia coinvolto il prof. Alberto Bagnai la cui credibilità e preparazione scientifica sarebbero stati un valore aggiunto al documentario. E’ stato coinvolto invece un personaggio televisivamente più noto come Paolo Barnard, ma molto naif che dopo aver partecipato ed inizialmente promosso la diffusione dell’opera ne ha poi detto peste e corna

La scelta di mettere al centro del documentario le vicende di una cooperativa sociale  che vive di contributi pubblici ha effetto sul lato emozionale meramente cinematografico, ma sarebbe stato sicuramente più efficace parlare di una delle centinaia di imprese italiane produttive del settore manifatturiero che hanno chiuso o hanno dovuto tagliare personale e stipendi a causa del combinato disposto tra cambio rigido dell’Euro e politiche di austerity di distruzione della domanda interna.

Detto questo, Piigs ha però il merito di illustrare chiaramente una serie di concetti che il mainstream eurista distorce o nasconde e lo fa in un momento politico nel quale vi era un gran bisogno:

1) si rende noto al pubblico che l’Unione Europea si basa sulle teorie monetariste d’oltreoceano di Milton Friedman, fervente liberista e consigliere economico del Cile di Pinochet, e della scuola di Chicago che sono in aperta contrapposizione alle teorie economiche di John Maynard Keynes, ispiratore delle socialdemocrazie europee e del Welfare State come quello dell’Italia repubblicana

2)  il monetarismo è assunto a vero dogma, nonostante l’evidenza dei fatti dimostri palesemente che non funzioni, per cui irrazionalmente imposto

3) il debito pubblico è un problema solo se esso è emesso in una valuta estera come è a tutti gli effetti l’Euro ed è stata la rinuncia  alla sovranità monetaria ad aver trasformato il debito in problema

4) le politiche di austerity hanno aggravato il debito pubblico dei Piigs nonostante i tagli selvaggi alla spesa pubblica in quanto i loro ispiratori americani avevano commesso un grossolano errore di calcolo nel loro lavoro accademico, scoperto da un giovane phd

5) il trattato di Lisbona è una vera e propria Costituzione europea che di fatto ha neutralizzato, aggirandole, le costituzioni nazionali

6) che la regola aurea del limite massimo del rapporto deficit/Pil al 3% non ha nessun fondamento scientifico, ma è una trovata empirica francese dell’entourage di Mitterand, suggerita poi da Jean-Claude Trichet al tempo del trattato di Maastricht

7) che gli USA di Obama sono usciti dalla terribile crisi con politiche keynesiane di espansione della spesa pubblica sostenute dalla Federal Reserve con la creazione di moneta in quantitativi enormi

8) che il pareggio di bilancio inserito in Costituzione è incostituzionale in quanto collide con il diritto al lavoro, ad una retribuzione adeguata e con il diritto alla sanità che sono tratti distintivi della nostra splendida carta costituzionale

9) che la creazione di moneta porta a problemi inflattivi solo se la massa monetaria va oltre la capacità produttiva di uno Stato ovvero quando si è in piena occupazione

10) che i politici nazionali sono diventati oramai degli esattori di Brussels e non più dei legislatori

Durante il documentario Erri De Luca coglie, però, un aspetto dirimente della questione: i più danneggiati sono i giovani (il 40% dei quali è disoccupato attualmente in Italia) al quale hanno appioppato un futuro veramente gramo in un Paese costretto sui binari della marginalità economica e, dunque, politica. Ma i giovani ora sono pochi, la piramide demografica rispetto al dopoguerra, si è ribaltata. Non c’è quell’adeguata massa critica “selvatica” in grado di mettersi contro i poteri costituiti.

Consiglio dopo la visione di Piigs anche quella del capolavoro “Il più grande successo dell’Euro” del quale vi avevo parlato qui sul bar nel 2014 e nel quale si spiega con disarmante chiarezza la crisi greca che nasce da un problema di debito privato e non pubblico determinato dai tassi d’interesse troppo bassi e dal surplus della bilancia commerciale tedesca.

Nonostante tutto, BUON ANNO!!!

>>AGGIORNAMENTO<<<

I dati Auditel riportano per Piigs 292.000 spettatori con uno share pari al 3,61%. In prima serata Rai 3 ha registrato 865.000 spettatori con uno share del 3,87% mandando in onda il film “Gangs of New York” del 2002 che ha avuto innumerevoli passaggi televisivi.  Ma una prima visione come Piigs in prima serata non avrebbe attratto più spettatori?