Notizie dal fronte siriano

Nonostante l’oscuramento mediatico, pressoché totale da parte dei media italiani (ci si chiede a cosa serva il pagamento coercitivo del canone RAI), sull’andamento della Guerra contro il califfato dell’Isis, i terroristi di Al Qaeda e la sedicente opposizione siriana portata avanti delle forze militari fedeli al presidente Assad, appoggiate dai reparti hezbollah libanesi e da un contingente di 7.000 volontari iraniani, le notizie fortunatamente arrivano dal Web e sono positive.
Le sorti della guerra sono state ribaltate dall’ingresso sullo scacchiere siriano della Federazione russa che, da novembre, ha iniziato una pesantissima campagna di bombardamento aereo e missilistico ordinata dal presidente Vladimir Putin. I numeri parlano chiaro: 5.700 missioni di volo, oltre 10.000 obiettivi colpiti. Senza questo intervento la Repubblica Araba Siriana non esisterebbe più. Dopo il proditorio abbattimento del caccia bombardiere Sukhoi-24 nello scorso dicembre da parte dei turchi, lo spazio aereo a nord è ora protetto da batterie missilistiche S-300 e 400.

Ma da Sud ecco gli israeliani (se ancora non si fosse capito che ruolo giocano in commedia) che uccidono il comandante degli hezbollah Samir Qantar con un raid aereo su Damasco.

Uno dei t-90a dell'esercito siriano.

Uno dei nuovi t-90a dell’esercito siriano.

Proprio nello stesso periodo le unità della 4a Divisione Meccanizzata siriana impegnate nel teatro sudoccidentale della Provincia di Aleppo hanno cominciato a ricevere in dotazione diversi carri armati russi, di terza generazione, T-90A. Per i carristi siriani l’arrivo sul fronte di questi nuovi tank è di vitale importanza in quanto il T-90A monta l’armatura reattiva ‘Kontakt-5’, sviluppata per il T-80U, capace di resistere al 75% a un colpo diretto di ATGM come il tipo ‘TOW’ di fabbricazione americana dei quali erano stati riforniti, guarda caso, a profusione i miliziani dell’Isis e che avevano provocato gravi perdite alle unità siriane dotate di vecchi carri T-55 e T-72. Inoltre il T-90A è equipaggiato con il sistema di protezione attiva Shtora-1 (russo: Штора-1, “cortina”) che avvisa, con luci e suoni, l’equipaggio del carro quando questo è inquadrato dalla guida laser di missili, in modo da far ruotare la torretta verso la minaccia. A questo punto il missile viene disturbato con segnali falsi emessi da sensori ai lati del cannone. Ulteriore difesa può essere il lancio di fumogeni che nascondono il carro per 20 secondi ai telemetri laser e ad altri sistemi di mira.

Soldati russi di scorta ad una delagazione internazionale di giornalisti nel villaggio di Salma, a nord di Latakia, appena liberato dai terroristi di Al Qaeda.

Soldati russi di scorta ad una delagazione internazionale di giornalisti nel villaggio di Salma, a nord di Latakia, appena liberato dai terroristi di Al Qaeda.

Non è ben chiaro se reparti terrestri russi stiano partecipando attivamente ai combattimenti in prima linea o se si limitino solamente al capillare controllo dell’area attorno alla base aerea di Latakia, per evitare che i terroristi si avvicinino alla distanza utile per lanciare i missili antiaerei spalleggiabili tipo ‘STINGER”, anch’essi di fabbricazione americana.
Praticamente dappertutto il Califfato sta arretrando, perché i droni russi e gli informatori dell’intelligence sul campo individuano ogni loro mezzo blindato o camionetta tecnica, trinceramento, deposito e centro di comunicazione che viene poi annientato dai bombardamenti. Né l’Isis né i suoi alleati si aspettavano che i Russi si sobbarcassero l’enorme costo economico di un intervento militare che soverchiasse l’esito di un conflitto che aveva visto i miliziani del Califfato arrivare a pochi chilometri dal palazzo presidenziale di Assad. E, soprattutto, gli analisti occidentali non si aspettavano un tale livello di efficienza e di operatività dell’Armata Rossa, ancora considerata quella sgangherata post disfacimento dell’URSS.

Le linee del fronte in Siria

Le linee del fronte in Siria dopo l’intervento russo.

Il nervosismo dell’Isis è alle stelle e basta guardare gli attuali schieramenti sul campo, nonostante il diluvio di bombe e missili russi, per capire il perché: quando Putin ha deciso l’intervento militare la situazione era disperata, ancora pochi giorni e la Repubblica Araba Siriana sarebbe crollata sotto il peso di 4 anni di guerra contro degli aggressori finanziati e supportati logisticamente da Usa, Turchia, Arabia Saudita e Qatar. L’esercito siriano, la guardia repubblicana, le forze di difesa nazionale sono passate al contrattacco, riconquistando posizioni e capisaldi. Ma la fine della guerra è ben lontana, se si ragiona soltanto in termini militari. E’ un conflitto dai confini incerti e variegati, ben diverso dall’idea di una plancia da gioco del Risiko. Ampie porzioni di territorio desertico e disabitato non sono di fatto presidiate da nessuno dei contendenti. Inoltre c’è l’elemento curdo a complicare ancor di più il quadro. Per cui la cartina “politica” è un puzzle dove chi accerchia sembra, a sua volta, accerchiato. Inoltre non bisogna dimenticarsi che si tratta sempre di una guerra mediorientale, quindi dall’intensità bellica ben lontana da quella sviluppabile dai Paesi occidentali.
L’Isis aumenta il proprio livello di ferocia nel tentativo, a questo punto, insensato di ribaltare nuovamente le sorti della guerra come è accaduto nella città di Deir Ez Zor, attaccata da 3 direzioni, dove il Califfato ha compiuto oltre 30 attacchi suicidi e trucidato 280 civili siriani di fede sunnita, ma rei di appoggiare il governo di Damasco. Ma gli uomini della 104a Brigata aerotrasportata della Guardia Repubblicana e di altre unità dell’Esercito siriano, sotto il comando del Generale Issam Zahreddine, hanno tenuto eroicamente le posizioni rintuzzando ogni attacco.

Der el Hezor: Il generale Issam Zahreddine in prima linea con i suoi uomini della 104a.

Der el Hezor: il generale Issam Zahreddine in prima linea con i suoi uomini della 104a.

Ed ora sono intervenuti anche i bombardieri russi TU-22M3 con il loro carico di 24 tonnellate di bombe cadauno.
Non pervenuti sul campo i Paesi Nato ed, ovviamente, gli Usa per i motivi già ampiamente spiegati qui.
La Francia, dopo gli attentati di Parigi, ha provato un sussulto da Grandeur che, però, si è subito scontrato con le miserie del presente: la portaerei Charles De Gaulle è riuscita a malapena ad effettuare una settimana di raid aerei, per poi mestamente ripiegare in crociera turistica nel Golfo Persico.
Il costo delle guerre moderne con ampio utilizzo di forze aeree e missilistiche è estremamente costoso ed anche per la Francia è arrivato il momento di pagare il conto per l’entrata scellerata nell’Eurozona.
Putin è ben conscio della necessità di una soluzione politica per pacificare la Siria, perché una vittoria sul campo costerebbe molto in termini di risorse economiche ed umane, in più ci vorrebbe tempo ed il rischio di dover assestare qualche schiaffone anche alla Turchia, membro della Nato. Per cui il risoluto intervento militare russo è servito per cambiare il corso della guerra ed indurre a trattative diplomatiche  da portare avanti, però, da una posizione di forza. Già alcune fazioni dell’opposizione siriana sono tornate dalla parte del governo legittimo di Damasco…

Post Scriptum

Statua di Ercole nudo in Iran, zona del Kermanshah. Sta lì da secoli e nessun iraniano si è mai scandalizzato . C'è qualcosa che non va nell'informazione. Ed è molto facile abbindolare chi non vuole capire...

Statua di Ercole nudo in Iran, zona del Kermanshah. Sta lì da secoli e nessun iraniano si è mai scandalizzato. C’è qualcosa che non va nell’informazione. Ed è molto facile abbindolare chi non vuole capire…