L’estinzione inesorabile

politichevseuropeeNel post “I freddi numeri” avevo svolto un’analisi comparativa delle Europee 2014 rispetto al 2009 mostrando da dove arrivassero i voti al MoVimento 5 Stelle che cinque anni fa non aveva partecipato a queste elezioni. Risultati sorprendenti che facevano capire quale sconvolgimento abbia creato il M5S nel panorama politico italiano della Seconda Repubblica del finto bipolarismo muscolare.

Riprendiamo il discorso per parlare dell’innegabile arretramento del consenso pentastellato sia in termini relativi sia assoluti rispetto alle Politiche del 2013 con una perdita di voti di circa 2,9 milioni. Si favoleggia, infatti, che un buon numero di elettori di sinistra che nel febbraio dell’anno scorso aveva votato il M5S sia tornato nel suo alveo naturale e si sia riversato sulla Lista Tsipras. Se la matematica non è un’opinione e siccome gli elettori non sono infiniti verifichiamo. Alle Politiche 2013 Rivoluzione Civile di Ingroia prese alla Camera (stesso corpo elettorale delle Europee) 765.188 voti, mentre SEL 1.089.409. Dentro Rivoluzione Civile. ci stavano anche i Verdi di Bonelli e l’IDV-Lista Di Pietro, più tante altre cose (PRCI, Comunisti Italiani, la Rete). Alle Europee 2014 la Lista Tsipras ha preso 1.108.457 voti, i Verdi 250.102 e l’IDV 181.373. Quindi Rivoluzione Civile (scremata da Verdi ed Idv) e SEL disponevano teoricamente ai blocchi di partenza di 1.423.122 voti. La Lista Tsipras è andata, pertanto molto sotto il suo potenziale (circa un 28%), nonostante l’apporto del Partito Pirata… Sarà stata la rottura con i Comunisti Italiani a determinare questo arretramento? Davvero improbabile, visto che si tratta di un partitino che non si presenta ad un’elezione col proprio simbolo dal 2006 ed i cui iscritti sono calati da 43mila (massimo storico) di quell’anno ai 13mila del 2012 (ultimo dato disponibile). I numeri, a livello nazionale, dicono che questo fantomatico travaso dal M5S alla Lista Tsipras semplicemente non esiste in termini elettoralmente significativi. In realtà, prosegue inesorabile il fenomeno di estinzione della Sinistra Italiana (ammesso anche da Fausto Bertinotti in una recente intervista) che oramai sta iniziando a perdere anche i voti dei “duri e puri” dell’area più estrema e marginalista i quali, non sentendosi più rappresentati da nessuno (nemmeno dal M5S bollato da una scomunica pregiudiziale come forza padronale e destrorsa) non vanno più a votare. Un mondo che si ritira nel chiuso nelle proprie micro comunità dallo stile di vita alternativo (al turbocapitalismo ed all’iper-liberismo) disinteressandosi della polis così come i Patrizi Romani che abbandonarono le città e si trasferirono nelle loro ville in campagna, mentre l’Impero lentamente implodeva, finché si ritrovarono, però, i barbari a sfondare le porte delle proprie case…

Purtroppo il M5S, sottoposto ad un’inaudita e martellante campagna mediatica denigratoria, ha perso moltissimi voti in astensionismo e, nel Nord Italia, un cospicuo numero in favore della Lega, in parte per la percezione (indotta dalla stampa) di scarsa incisività a Roma in parte per un campagna elettorale impostata male sul piano comunicativo, abbastanza confusionaria ed eccessivamente sopra le righe. Difficile poi capire se i fantomatici elettori delusi dal Pd di Bersani, dei quali è tutta da dimostrare l’esistenza, siano tornati alla casa madre con l’avvento del dinamico Renzi.