La privacy nell’era dei social

AnonymusAllo scadere del primo anno di insediamento all’interno del consiglio comunale di Pisa è stata organizzata una conferenza stampa durante la quale la presidenza del consiglio darà alcune cifre, fra di esse il numero delle mozioni, degli atti ispettivi e alcune ricorrenze. Fra le ricorrenze c’è stato il compimento dei miei 40 anni, curiosamente ho ricevuto la telefonata dell’addetto stampa del comune che mi chiedeva l’autorizzazione a pubblicare la mia data di nascita , essendo un dato sensibile. Sorridendo alla richiesta, alla quale ovviamente ho risposto positivamente, ho fatto una riflessione sul concetto di privacy nell’era dei social network e del paravento che l’informazione pubblica da alla parola.

La legge sulla privacy permette ai giornali di sbattere un mostro o presunto tale in prima pagina accompagnando la parola “presunto” ripetuta in maniera così ossessiva che presunto diventa come un appellativo, allo stesso tempo però i giornali locali, forse più pavidi, non mettono il nome dei “presunti” pedofili, pensare che nell’ultimo mese hanno dato la notizia di 4 arresti nella nostra zona.
I giornali locali si sono “dimenticati” poi di mettere il nome dell’aggressore che una settimana fa ha picchiato e rubato il taxi a un lavoratore che svolgeva il suo turno di notte.
Al diritto di cronaca non segue la presa di responsabilità della testata stessa.
Si bastona il “presunto” aggressore del cingalese in Corso Italia andando a pubblicare le foto del bagno di capodanno dai social network, ma non si forniscono i nomi di persone che stanno a contatto con i bambini negli impianti sportivi che hanno sul capo accuse di pedofilia.
Eppure i secondi potrebbero creare danni ad altre vittime e dovrebbero essere riconosciuti dalla società.
Strano concetto quello dell’informazione a intermittenza che si rivolge solo a un certo tipo di pubblico, che tende a nascondere notizie di interesse collettivo (che ne so la presenza di un parlamentare in zona), e magari riporta la pubblicazione di post della figlia del sindaco sulla sua pagina personale come un attacco di Anonymus…