Il sasso che rimbalza

Siamo sinceri. I mezzi d’informazione non amano il MoVimagesimento 5 Stelle. Dopo 20 anni di Berlusconi, bicamerali, inciuci, larghe e piccole intese, questo è il minimo. Qualsiasi cosa faccia il 5 Stelle non andrà, comunque, mai bene. Dare addosso al M5S è oramai una facile arma di distrazione di massa. Ne ha fatto le spese anche il fondatore del gruppo euroscettico EFD e leader del partito britannico Ukip, Nigel Farage, non appena Grillo è andato a Brussels per incontrarlo e discutere di una possibile alleanza tecnica per aggirare le regole assai poco democratiche del Parlamento Europeo. Da quel momento la Stampa Italiana è partita in quarta nel tentativo di demonizzare Farage descrivendolo come fascista, xenofobo, omofobo e, pure, misogine. Il progetto del M5S di Grillo e Casaleggio è ecumenico e va oltre la destra e la sinistra, ma i poteri forti sanno che l’attivismo di vecchia data (quello che vota on line) ha un background politico ancora forte e può andare in corto circuito se il pragmatismo pentastellato sceglie, per la prima volta, di non andare a sinistra… Corto circuito che porta poi a chiedere alleanze non solo con i Verdi, ma addirittura con la Lista Tsipras!
Gli attivisti di un M5S ecumenico dovrebbero imparare che le forze politiche non si giudicano per il nome che portano e guardare più alla sostanza, ma approfondiremo l’argomento prossimamente.
Torniamo, invece, a Farage e prendiamo una delle frasi più clamorose che gli sono state attribuite: “Le donne valgono meno, è giusto guadagnino meno, vanno in maternità”.
Peccato che questa frase, così come è stata riportata, Farage non l’abbia mai detta.
Tutto parte dal blogger Saverio Tommasi che ha ripreso una notizia dal sito inglese di SKY, ma fermandosi (come sembrerebbe)  al titolo e sotto titolo senza leggersi poi l’articolo per intero.
In un dibattito per le Elezioni Europee si stava parlando del mondo del lavoro nel settore finanziario del brokeraggio della City londinese del turbo capitalismo e Farage (che ha lavorato per 20 anni come broker), interpellato sul perché esista un gap di retribuzione tra uomini e donne nel contesto dei broker che gestiscono i portafogli finanziari di facoltosi clienti, ha spiegato senza mezzi termini cosa succede: “A woman who has a client base, has a child and takes two or three years off – she is worth far less to her employer when she comes back than when she went away because that client base won’t be stuck as rigidly to her portfolio“. Aggiungendo: “I think young, able women that are prepared to sacrifice the family life and stick with their career will do as well if not better than men”. E così che funziona a Londra in quel settore ipercompetitivo della finanza e così è stato spiegato da Farage senza nessun giudizio di valore da parte sua.
La frase poi riportata nel titolo è tratta dal commento di un’avversaria di Farage, la laburista Harriet Harman che visto il filmato ha sintetizzato scorrettamente: “To see a row of men sitting there and one of them saying that women are worth less to their employers than men are and it’s because they take time off to look after children, I think is absolute rubbish”. L’Harman ha decontestualizzato il riferimento al settore finanziario e lo ha esteso a tutto il mondo del lavoro e poi ha fatto intendere che Farage fornisse un giudizio di valore sulla questione, ma non è così. Ma il capolavoro l’ha fatto poi il Tommasi rimescolando il tutto in: “Le donne valgono meno, è giusto guadagnino meno, vanno in maternità“.
Un aspetto negativo della Rete è che tirato il sasso, questo inizia a rimbalzare da un sito all’altro con il copia e incolla della stessa notizia senza nemmeno porsi il problema di verificare la fonte. E siccome la notizia diventa virale attraverso la condivisione sui social network, ecco che si crea una “realtà”… I fondatori del M5S Grillo e Casaleggio sono da anni vittime di queste stesse tecniche di disinformazione, ma è incredibile come molti attivisti pentastellati non lo abbiano ancora capito e siano cascati nella strumentalizzazione.
Altro esempio è questo articolo su Farage di Alessio Pisanò del Fatto quotidiano, uscito prima delle elezioni europee dopo che Beppe Grillo, in un’intervista al canale statunitense Cnbc International, aveva fatto un primo endorsement verso Farage.
Il giornalista scriveva che, in un suo famoso discorso all’Europarlamento (diventato un video virale), Farage rimpiangesse Berlusconi… ma quando mai!!! Farage diceva solamente che Berlusconi era stato rimosso dalla troika (così come era avvenuto in Grecia con Papandreou) in favore di Monti, ma soltanto il Popolo Italiano avrebbe avuto il diritto di farlo mediante libere elezioni democratiche. E da quel momento siamo al terzo presidente del Consiglio di fila non eletto dal Popolo, ma questa è un’altra storia.