Il pregiudizio inculcato

Beniamino Andreatta (di cui la sinistra ulivista fa sempre grandi commemorazioni, ultima delle quali questa) durante il governo Dini, passato alla storia come governo del “Ribaltone”, rilascia questa dichiarazione sulla nostra amata Rai pubblica nella quale auspica la fine della Lira e l’entrata nella moneta unica ipotizzando grandi vantaggi da questa scelta… Rivisto oggi, a sedici anni dalla scellerata adesione all’Eurozona, questo filmato genera un misto di rabbia ed incredulità: è agghiacciante come Andreatta, partendo dal presupposto razziale e reazionario che gli italiani siano un popolo inferiore, auspichi di liberarsi della Lira, moneta “chiaccherata” e di scarsa reputazione (in Germania) con una storia di 25 anni di instabilità, svalutazioni e conseguente (falso) inflazione, di trasferire la politica monetaria a 2.000 chilometri dal Parlamento Italiano (dove sono eletti i rappresentanti del Popolo) e dalla politica (la democrazia), di importare una moneta (il Marco sotto mentite spoglie) che garantisse tassi d’interesse del 4-5% inferiori, perché secondo il suo modello macroeconomico fantasioso ciò avrebbe garantito uno sviluppo nella stabilità (sic) con gli italiani a comprare immobili ed i Comuni con flussi di cassa adeguati per finanziare le opere pubbliche!

Nessun giornalista in studio, come nella miglior tradizione italica, contrasta la propaganda del professore magari rammentandogli che con la “Liretta” l’Italia aveva innescato il proprio boom economico diventando uno dei paesi più industrializzati al Mondo e che il nostro competitor industriale diretto, la Germania dal Marco forte, aveva grande fastidio dai riequilibri della bilancia commerciale derivanti dalla nostra sovranità monetaria che permetteva svalutazioni competitive e che non si traducevano in inflazione (esempio lampante il 1992) come falsamente viene detto.

Una chicca: guardate cosa dice la scritta luminosa in alto verso la fine del filmato…

Dieci anni di scientifico bombardamento disinformativo inculcheranno negli Italiani questo complesso di inferiorità verso l’Europa del Nord e ci faranno scivolare nell’Euro in maniera totalmente irresponsabile. E tuttora a sinistra, intendo la Base, si rifiuta masochisticamente che l’Euro sia un problema di sinistra e per la sinistra ed il farlo notare trova un muro di ostilità e di ribrezzo, da parte di persone che mai ammetteranno di essere state manipolate da una bieca propaganda, e che per autodifesa preferiscono trincerarsi dietro la (finta) convinzione che chi cerca di stimolare un pensiero critico sia uno sciovinista o un fascista autarchico. Ed ironia della sorte l’austerità, presupposto fondativo dell’Euro, in Italia nacque storicamente e lessicalmente proprio durante il Fascismo.

La battaglia contro l’Euro continua, ma è innegabile che è dura contro un Sistema di disinformazione di massa ed un popolo italiano particolarmente rintronato. E sicuramente non aiuta polarizzare l’attenzione della gente sulla questione morale o la lotta all’evasione, che sono problemi importanti e forse più immediati da comprendere, ma non sono IL problema macroeconomico fondamentale che è, purtroppo, l’Euro. E chiunque andrà al Governo se ne accorgerà amaramente.

È dovere di tutti i veri patrioti controinformare i connazionali, iniziando dal demolire (anche al bar) i finti miti allarmisti di una uscita dall’Euro che vengono messi in giro ad arte dagli Ascari del Sistema finanziario eurista. Iniziamo dalla svalutazione che genererebbe una pari percentuale di inflazione: