Il mito della memoria delle violenze nazifasciste e la forza di attrazione dell’ombrellone

Stazzema

Il 12 agosto ho rappresentato la mia città, Pisa, alla commemorazione delle vittime della strage nazifascista a Sant’Anna di Stazzema. Ho ritenuto importante partecipare, ed avevo manifestato da circa un mese la mia volontà alla presidenza del Consiglio di Pisa, perché quest’anno ricorrevano i settant’anni dalla strage e perché finalmente si è riaperto il processo che tenta di fare luce sulle responsabilità di quei tragici momenti.

Dopo un anno di attività politica ho sentito dire di tutto sulla memoria storica e sulla sua importanza.

Ho ricevuto pesanti offese per appartenere a  un movimento il cui leader politico addirittura risponde alle domande dei militanti di Casa Pound.

Ho ascoltato attentamente sfoggiare valori da parte dei politici locali che condiscono ogni loro mossa accanto al baluardo dell’ANPI, come se questo li scagionasse poi dall’avere atteggiamenti fascisti o che ne so  smantellare la Costituzione.

Ho sentito mugugnare fra i denti frasi offensive da  assessori che si reputano gli unici portatori di verità assoluta e che chiedono ai giornali la legalità, di facciata ovviamente.

Ho sentito chiedere apertura di comitati di studio sulla resistenza per inserire al suo interno accademici parrucconi e noti personaggi il cui spessore è tutto da dimostrare.

Ho visto condire tutte le manifestazioni legate al ricordo  del periodo di guerra civile italiana, laddove era possibile per avere una foto da fornire alla stampa il giorno seguente, ma mai e dico mai avrei creduto di non vedere questa stessa classe dirigente, che si ritiene l’unica depositaria dei valori della resistenza e della lotta al nazi fascismo, non prendere parte alle celebrazioni dei settant’anni delle eccidio di Sant’Anna di Stazzema.

Il 12 Agosto non era presente un amministratore del governo della città di Pisa così come non era presente un rappresentante del governo regionale, non un assessore non un sindaco o un governatore, nessuno!

Perché era importante partecipare alla cerimonia dei settant’anni? Perché finalmente si sono riaperti i fascicoli su quelle indagini che erano state vergognosamente archiviate  l’anno precedente. Perché   adesso si apre la possibilità di un’incriminazione solo per Gerhard Sommer, all’epoca comandante di una compagnia che si macchiò della strage e condannato in Italia all’ergastolo nel 2007. Perché come ha gridato  il presidente dell’associazione delle vittime, Enrico Pieri : “E’ una buona notizia, ma ora bisogna far presto. Siamo tutti troppo vecchi”.

In un momento storico come questo, un momento che vede il mondo sedersi su una polveriera, che vede guerre, stragi, stupri, violenze, epidemie ,io un idea su queste illustri assenze me la sono fatta . Non sono assenze solo locali, sono assenze nazionali, sono silenzi politici importanti, inquietanti.

Grida  vendetta il silenzio del Presidente del Consiglio italiano in merito alla politica estera. Un silenzio pesante non solo sulla guerra israelo-palestinese ma anche sul conflitto russo-ucraino per la supremazia energetica, silenzio sui movimenti libici, sulla fabbrica della morte siriana e sui recentissimi massacri iracheni di Isis, sui quali abbiamo udito solo le parole del papa, per non parlare de conflitti africani alla cui base c’è sempre la lotta agli approvvigionamenti energetici.

Qual è la principale preoccupazione del nostro presidente del consiglio in questa estate di fuoco appunto, lo smantellamento della  Costituzione, e come diceva Calamandrei:

‘’ Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.

Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra costituzione.’’

Calamandrei

Smantellare la Costituzione è il principale problema di questo governo ed evidentemente delle loro propaggini,altro che ritornare sulle montagne dove essa è nata meglio il comodo ombrellone sul bagnasciuga vuoi mettere…