Il 23 Giugno metterà la parola fine all’intero progetto europeo

efd2• Parlamento Europeo, Strasburgo, 8 Giugno 2016

Nigel Farage Eurodeputato, Leader del UK Independence Party (UKIP), Co-Presidente dello Europe of Freedom and Direct Democracy (EFDD) Group al Parlamento Europeo – http://www.nigelfaragemep.co.uk@Nigel_Farage

• Dibattito: Mid-term review of the EU Investment Plan
Commission statement

 

Trascrizione

Quelli che hanno definito il piano di investimenti Juncker un fragoroso successo devono solo dare un’occhiata ai posti vuoti questa mattina. L’idea che dieci miliardi di capital privati stiano arrivando per progetti congiunti con voi, ragazzi, penso sia francamente una pia illusione. Eppure il Sig. Cameron, di sicuro felicemente, ha impegnato sei miliardi di sterline dei nostri soldi su questo progetto, se mai sarete a corto di denaro basta che chiediate al Sig. Cameron perché lui pagherà sempre. Ma penso che questi grandi progetti in varie maniere stanno spargendo i semi della fine di questo progetto politico. Arrivai qui nel 1999 e mi sedetti in fondo e c’erano solo tre di noi nell’intero edificio i quali reputavano che i nostri stati membri dovessero lasciare l’Unione Europea. Ma sono stati i grandi progetti che hanno ingrossato la marea dell’opinione pubblica, in particolare l’introduzione dell’Euro. Io vi avevo avvertito, tutti Noi vi avevamo avvertito: non avrebbe funzionato per i paesi mediterranei. Si poteva comodamente lavorare per una zona valutaria ottimale per il Nord ma no, per smisurata ambizione e arroganza si è tirato dritto e permesso a paesi come la Grecia di unirsi ad una moneta per la quale non erano mai stati adatti. E che cosa è accaduto alla Grecia ora? Bene, che stanno di fronte al prossimo piano di salvataggio probabilmente nel luglio di quest’anno e perché si vuole tenere insieme il vostro progetto si sono obbligati, poco a poco, a diventare un paese del terzo mondo e tutto quello che posso dire francamente è vergognatevi.

L’altro grande maestoso progetto è stato quello di consentire in questa unione, primi otto e poi dieci, ex paesi comunisti. Alcuni di loro che sono francamente scioccanti e abissali riguardo il rispetto dei diritti umani e altri in cui la corruzione è così diffusa che questi paesi non hanno completato la transizione in democrazie occidentali complete.

Quando sono stato eletto per la prima volta qui la parola immigrazione non era mai comparsa sul mio programma politico. Non abbiamo usato quella parola mai una volta, quando i primi tre di noi furono eletti qui, ma ora consentendo ai paesi molto più poveri di avere la libera circolazione, noi vediamo una notevole rabbia in Gran Bretagna e in molti paesi del nord Europa. E sì che ha portato alla nascita di partiti che alcuni possono considerare profondamente sgradevoli, ma questo è ciò che accade quando si prende il controllo della vita delle persone .

E l’altra caratteristica che ho notato qui è la crescita di quello che posso solo descrivere come autoritarismo. In realtà abbiamo visto il primo ministro della Grecia rimosso in modo efficace da un colpo di stato e abbiamo visto Berlusconi rimosso da un colpo di Stato ed in entrambi i casi sostituiti da incaricati che erano ex dirigenti di Goldman Sachs. Quindi penso che abbiate piantato i semi della vostra distruzione.

Abbiamo in due settimane quello che sta essere il più grande evento nella storia di questo progetto. È il referendum britannico e non è solo sul fatto che la Gran Bretagna lasci l’Unione europea, perché se facciamo questa scelta sono sicuro che anche molti altri paesi faranno questa scelta. Inizialmente credevo che avremmo dovuto andar via perché eravamo un piolo quadrato in un buco rotondo, ma quando ho visto cosa è successo qui nel 2005, quando i francesi e olandesi hanno respinto la Costituzione e tuttavia, subdolamente, è stato fatta passare dalla porta sul retro con il trattato di Lisbona mi sono reso conto allora che questo non è solo un male per la Gran Bretagna, è un male per l’intera Europa. E spero che il 23 giugno, non sia solo il giorno dell’indipendenza per il Regno Unito, spero che metta fine a tutto questo progetto e nel giro di pochi anni di essere sovrani, stati nazionali democratici che lavorano e commerciano insieme. Spero che questa sia l’ultima volta che parlerò in questo Parlamento da rappresentante di uno Stato membro e spero che abbandoneremo questa unione il 23 giugno. Così ora sto uscendo, forse per l’ultima volta.