I terrapiattisti e il loro migliore alleato

Era l’aprile del 1961 quando un giorno il mondo si svegliò incredulo guardando il cielo, all’annuncio che Jurij Gagarin era il primo essere umano che aveva potuto vedere il pianeta Terra dallo spazio. A quell’epoca erano ormai tutti convinti da un pezzo che la Terra fosse tonda. Certo non la sfera perfetta dei mappamondi, ma una strana palla con protubetanze e avvallamenti, per definirla era stata creata la parola geoide. Però la Terra non era piatta, su questo scienziati e teologi nel 1961 erano ormai d’accordo. Dunque Gagarin vide con i propri occhi quello che tutti si aspettavano. Non vide Dio, ma anche questo non sconvolse i teologi, che avevano lasciato perdere da qualche secolo le rappresentazioni troppo “terrene” del divino. Poi certo l’impresa di Gagarin, in piena guerra fredda, si tinse subito di forti implicazioni militari e questo dette l’avvio alla corsa allo spazio tra le superpotenze, che raggiungerà il suo apice 8 anni dopo con lo sbarco sulla Luna. Sbarco che Gagarin non farà in tempo a vedere, essendo già morto in un incidente aereo che, riguardando una vittima illustre, entrò da subito nell’empireo dei grandi misteri. In seguito prevalse l’idea che esplorare lo spazio costava tanto e non dava vantaggi immediati, per cui le missioni spaziali odierne, a parte qualche sonda scientifica, si fanno tutte vicino alla Terra e per scopi molto terreni, sia civili che militari. Tornando ai mitici anni ’60, eravamo dunque tutti assolutamente sicuri che la Terra fosse tonda, praticamente una delle poche certezze della vita. Poi, una decina di anni dopo, mi capitò di leggere un trafiletto su un giornale, dove si rendicontava la conferenza stampa tenuta a Londra dai locali terrapiattisti. Terrapiattisti? Il presidente dell’associazione spiegava al giornalista che le superpotenze, in combutta tra loro, avevano ordito un gigantesco complotto ai danni del povero cittadino ignaro, per convincerlo che la Terra fosse tonda. “Ma a quale scopo?”, chiedeva lo sbigottito giornalista. “Ci stiamo studiando”, fu la serafica risposta. Ancora non lo sapevo, ma quel giorno, per la prima volta nella mia vita, avevo incrociato i complottisti. Grazie al web, che unisce e dà voce ai piccoli gruppi sparsi, i complottisti (terrapiattisti e novax compresi) stanno vivendo ultimamente una seconda giovinezza. La rete è piena di video sia dei complottisti sia di chi cerca di contestare punto per punto le loro immaginifiche teorie. Per esempio, sui vaccini, si continua a scrivere di terribili effetti collaterali mai dimostrati (anzi, dimostrati falsi). Si prendono per buone le bizzarre elucubrazioni del primo che passa per la strada e si ignorano le conclusioni di chi la materia l’ha studiata veramente, avendone tutti i titoli. Arrivando a volte persino a travisare le dichiarazioni di illustri scienziati, tagliandole, ricucendole o inventandosele del tutto. La cosa ha coinvolto il MoVimento 5 Stelle perché, in quanto gruppo politico di opposizione, ha attratto anche la galassia dei complottisti. Prima di diventare “capo politico”, pure Beppe Grillo ci ha messo del suo, ospitando sul suo blog e dando voce nei suoi spettacoli a personaggi improbabili bravi a raccontare le novelle, a metà strada tra la scoperta dell’acqua calda e il procurato allarme. Lavorando in Sanità, mi applicai al tema già nel 2015 in questo post. Come attivisti 5 Stelle di Pisa sullo specifico tema meningite organizzammo anche un piccolo seminario, se ve lo foste perso trovate il video qui (anche in quell’occasione gli esperti invitati confermarono che è meglio vaccinare che non vaccinare). Tutte le controdeduzioni scientifiche di questo mondo non hanno spostato però di un millimetro le ferree posizioni dei novax, che post dopo post sono riusciti a guadagnare posizioni ed a influenzare negativamente il tasso vaccinale. Ancora una volta i social si sono rivelati efficaci per battaglie basate sul no (vedi olio di palma, dove il boicottaggio via web ha prodotto una vera rivoluzione del mercato). Un po’ più difficili le battaglie basate sul sì, tipo vota MoVimento 5 Stelle, perché ovviamente molti sono d’accordo che ci sia un problema, ma poi questi molti si dividono su quale soluzione dare al problema. Poiché dunque meno gente si è vaccinata (a cominciare da Pisa, una delle capitali dei novax), è ripartito il morbillo (e posso testimoniare di persona che le notifiche arrivate da noi all’USL sono aumentate in maniera esponenziale). A questo punto l’Istituto Superiore di Sanità giustamente ha avuto paura e tra tecnici e politici si è messo in moto un processo che ha portato al decreto che istituisce da qui in avanti l’obbligatorietà di 10 vaccinazioni e la non ammissione ai nidi e agli asili per i non vaccinati. Come confermato dalla Consulta, l’obbligo vaccinale in sé non è anticostituzionale, perché la tua libertà finisce dove comincia la mia (altro esempio non c’è libertà di fumo ovunque). Anche la non ammissione a nidi e asili dei non vaccinati non ha niente di nazista, è una normale quarantena sanitaria per proteggere da possibili infezioni dei soggetti particolarmente deboli come i bambini molto piccoli (sia quelli non vaccinati che quelli vaccinati che non siano riusciti a produrre anticorpi perché immunodepressi). Infine nel sistema italiano è lo Stato l’unico soggetto giuridico che può prendere decisioni sulle vaccinazioni, perché è vero che la Sanità è regionale dal punto di vista organizzativo, ma le Regioni debbono garantire l’erogazione dei LEA nazionali (Livelli Essenziali di Assistenza), vaccinazioni comprese. Presumibilmente il decreto riuscirà ad aumentare il numero dei vaccinati, perché tra novax e sìvax esiste tutta una zona grigia di forsevax che, di fronte a un obbligo di legge scientificamente motivato, giudicheranno opportuno vaccinarsi e far vaccinare i figli. Il problema però è che l’obbligo rinfocola nei novax tutte le peggiori teorie complottiste, dove multinazionali, politici e giornalisti si alleano contro l’uomo qualunque, schiacciato da una pressa come nel celebre simbolo del movimento politico di Guglielmo Giannini. Per inciso, se i vaccini li avesse prodotti un’industria di Stato i novax avrebbero detto che era il solito carrozzone per finanziare i politici. Invece, se lo Stato avesse appaltato la produzione dei vaccini a piccole e medie industrie nazionali, anziché alle multinazionali, sarebbe stato chiaramente un favore fatto agli amici degli amici. Per tentare di uscirne in positivo, la senatrice 5 stelle Elena Fattori ha presentato una proposta di legge che, mantenendo l’obbligo per le 4 vaccinazioni di base, sostituisce per le altre 6 l’obbligo con l’informazione, mantenendo l’obbligo solo se c’è un aumento dei casi come in questo periodo per il morbillo. Elena Fattori, unico parlamentare 5 Stelle ad avere avuto il coraggio di sfidare Di Maio nella votazione interna sulla scelta del capo politico alias candidato presidente, ha le carte in regola per occuparsi del tema, perché è una biologa con un passato da ricercatrice. Tuttavia il pensiero renziano, ossessionato dal trovare un qualsiasi modo per fermare i 5 Stelle, non ha saputo trovare altra strada che quella dell’obbligo per tutte e 10 le vaccinazioni. Con alcune incongruenze tutte italiane, perché dai 6 anni in poi l’obbligo vaccinale si scontra con l’obbligo costituzionale all’istruzione e allora si sono dovuti inventare per gli inadempienti oltre il sesto anno una forte multa, trasformando così un problema sanitario in un problema economico, anzi di classe. E poi si è aumentato il numero delle vaccinazioni obbligatorie senza aumentare gli organici delle Aziende USL che dovrebbero garantirle. Si spera di aggirare l’ostacolo con un maggior numero di vaccinazioni fatte dai pediatri, ma anche in questo caso la sensazione è che in finanziaria saranno messi i soldi per i vaccini, ma non per i vaccinatori. In qualche modo all’italiana ci si arrangerà, ma i novax diventeranno nel medio periodo una comunità sempre più chiusa in se stessa. Organizzeranno propri asili familiari e li useranno anche per diffondere il verbo. Basta guardare (come al solito) a cosa è successo negli Stati Uniti, dove la comunità Amish del Vecchio Ordine vive come alla fine del ‘700, non si vaccina ed ha collezionato alcune celebri epidemie. I novax saranno gli Amish del 2.000 in piccolo, senza la grandezza etica degli originali. Quello che dispiace è che non ci andranno di mezzo tanto gli adulti, quanto i bambini, che per definizione non sono in grado di fare scelte consapevoli. Ma perché il pensiero complottista, terrapiattista, novax riscuote questo grande successo? Perché la cultura scientifica si è strutturata solo dal ‘600, da Galileo in poi e, specie in Italia, a farla da padrone è ancora la cultura umanistica (secondo gli anticlericali perché in Italia c’è il Vaticano, ma attribuire alla Chiesa tutte le colpe è spesso un comodo alibi per la politica). In termini di ore insegnate il confronto tra le 2 culture è a favore di quella umanistica in maniera impietosa nella scuola italiana dell’obbligo, basata in fondo ancora oggi sui pregiudizi idealistici asserviti al fascismo di Giovanni Gentile. Sta tutto in questo divario di conoscenza tra le 2 culture il miglior alleato dei terrapiattisti. Nessuna delle 2 culture è superiore, l’una ha da sempre fornito all’umanità le motivazioni per fare la guerra e l’altra le armi per fare la guerra. Però con la cultura umanistica è più facile sognare, la cultura scientifica invece è crudele e ti ricorda che il mondo è ostile e non tutte le malattie sono guaribili. Certo anche la religione cattolica dice che moriremo tutti e il mondo finirà, ma promette quella vita eterna che la Scienza considera indimostrabile. Dunque è più consolatorio ignorare la Scienza, ma, se ai bambini si continueranno a raccontare le favole, una parte di loro ci crederà anche da grande.