I freddi numeri

risultatieuropeeMolti si è scritto e detto sulle ultime Elezioni Europee. E’ stata la legittimazione di Renzi come presidente del Consiglio? Chiaramente si, visto che la campagna elettorale è stata radicalizzata nel messaggio #oNOIoloro ed il voto è stato percepito come un referendum su Renzi.
Ma ogni elezione ha una sua storia e dovrebbe essere considerata per quella che è evitando di paragonarla ad altre elezioni tipo amministrative o politiche.
Se un confronto si deve fare, va fatto con le precedenti Elezioni Europee del 2009.
Intanto osserviamo, in elezioni mai particolarmente partecipate, al calo dell’affluenza che passa dal 66,43% al 58,69% in linea con quel fenomeno di sfiducia nei confronti della politica che da anni caratterizza l’Italia. Nel 2009 il PDL aveva trionfato con il 32,25% mandando all’Europarlamento parlamentari del calibro di Iva Zanicchi e Clemente Mastella… Nei 5 anni trascorsi il PDL ha visto la cacciata di Fini e la scissione di Futuro e Libertà, lo scandalo della nipote di Mubarak e delle Olgettine, le dimissioni di Berlusconi da Presidente del Consiglio, la nascita di Fratelli d’Italia, la scissione di NCD di Alfano, la condanna e decandenza dalla carica di senatore di Berlusconi affidato alla pena alternativa dei servizi sociali, l’arresto di Scajola e la latitanza libanese di dell’Utri…
Il risultato di tutti questi sconvolgimenti è che Forza Italia, riproposizione vintage del partito padronale ed aziendalista incentrato sulla figura carismatica di Berlusconi, ha preso il 16,81%. Per cui Silvio Berlusconi ha perso quasi la metà del consenso rispetto al 2009 nonostante le reti Mediaset!
Se aggreghiamo, in un’ottica di area di centrodestra, i voti di Forza Italia a quelli di NCD (che però si è presentato insieme all’UDC), di Fratelli d’Italia e di Scelta Europea si arriva al 25,57%, quindi più di 1/4 del consenso si è comunque volatilizzato.
Il PD che era arrivato secondo nel 2009 con il 26,12% ha stravinto queste elezioni prendendo il 40,81%. Il PD ha praticamente fagocitato l’ex elettorato montiano ed è riuscito ad intercettare una fetta dell’elettorato moderato che prima votava il centrodestra, soprattutto nel Nord Italia. E questo senza perdere minimanente il suo elettorato tradizionale.
La Lega Nord che aveva preso il 10,2% scende al 6,15%, ed assiste ad un brusco ridimensionamento. Il tanto osannato Salvini avrà pure resuscitato un Partito che sembrava morto, ma tutta questa fatica per finire tra i non iscritti…
E’ stata certificata l’estinzione dell’IDV passato dall’8% al prefisso telefonico 066: tutti ne erano consci, tranne Di Pietro a quanto pare. Eppure Grillo a Dicembre 2012 gli aveva offerto una dignotosa e generosa exit strategy.
L’UDC alleato con NCD di Alfano perde circa 1/3 dei consensi e passa dal 6,51% al 4,38%. La domanda lecita che tutti si fanno è: ma NCD ha veramente degli elettori suoi?
Arriviamo a quello che rimane della sinistrata sinistra italiana.
L’aggregazione Rifondazione Comunista – Sinistra Europea – Comunisti Italiani aveva preso il 3,38%, Sinistra e Libertà (ancora senza ecologia) il 3,12%. La Lista Tsipras che praticamente racchiudeva tutte questo forze ha preso nel 2014 il 4,03% perdendo più di 1/3 di consenso, ma almeno questa volta lo sbarramento è stato superato (per un soffio) e sono stati eletti 3 europarlamentari. Ma è drammatico assistere come la sinistra italiana si sia relegata in un marginalismo anacronistico rischiando l’estinzione politica (non quella dai salotti buoni e dagli apericena) e la fuga da SEL di questi giorni ne è la drammatica testimonianza.
Fratelli d’Italia, rispolverata la fiamma tricolore del MSI, registra un 3,66% che è sicuramente di più dei risultati dei vari partitelli di destra “sociale” tipo la Destra di Storace o Fiamma Tricolore, ma anche qui ci troviamo nel marginalismo senza sbocchi.
Per i Verdi Europei – Green Italia chiamare il prefisso 091.
Ed il MoVimento 5 Stelle?
Alle Elezioni Europee del 2009 non era presente.
Il 25 maggio scorso ha preso il 21,15% eleggendo 17 eurodeputati. Il M5S grazie all’alleanza con Nigel Farage ha evitato il disastro di finire tra i non iscritti ed è nato il nuovo gruppo euroscettico “Europe of Freedom and Direct Democracy (EFFD)” ottenendone la co-Presidenza. Un piccolo capolavoro politico.
Ma il M5S da chi è stato votato da coloro che nel 2009 avevano per forza di cose votato altro? Non è facile dirlo, perchè è aumentato l’astensionismo e quindi il totale dei votanti è cambiato.
L’unica cosa evidente è che più del 90% degli elettori dell’IDV ora abbia votato per il M5S e che gran parte dell’elettorato che voleva un accordo col Pd sia tornato alla casa madre rispetto all’anno scorso. Forse una piccola parte sono persone che avevano smesso di votare da tempo e che, grazie a Grillo, si sono riavvicinate alla politica.
Per cui il restante 13-14% da dove arriva? Se la matematica non è un’opinione da tutte le forze che hanno perso consensi rispetto al 2009. Dall’area della sinistra massimalista e della diaspora radicale può essere arrivato al massimo un 4,9%, sempre che non sia finito nell’astensionismo. Pertanto un 8-9% arriva, sorprendentemente, da ex elettori del centrodestra o della Lega Nord.
Davanti ai freddi numeri non c’è altro da aggiungere.