Fuori controllo… ma si pensa ad altro.

La lodebitopubblicopiltta per la messa in sicurezza del debito pubblico italiano è da tempo persa. Il punto di non ritorno è già stato superato, ma l’ostinazione dei governanti italici, in ossequio al diktat della troika europea, è inscalfibile.
Eurostat ha certificato il dato “mostruoso” che nel primo trimestre del 2014 in Italia il rapporto tra debito pubblico e Pil è salito al 135,6% dal 132,6% del trimestre precedente. Nello stesso periodo dell’anno scorso si attestava al 130,2%. In termini assoluti, secondo i dati di Bankitalia, a fine marzo, il debito pubblico si attestava a 2.120 miliardi di euro. Secondo l’ultima statistica mensile disponibile, relativa alla fine di maggio, il debito pubblico ha toccato il nuovo massimo storico di 2.166 miliardi!!!
Il Centro Studi di Confindustria informa che la prospettiva più probabile per l’economia italiana nel 2014 è una “dinamica piatta“ cioè la crescita annua dello 0,8% prevista dal Governo è un miraggio.
L’Istat lancia l’allarme sulle esportazioni dell’Italia verso i Paesi extra-Ue, l’ultimo baluardo per la nostra economia manufatturiera contro la crisi interna: in giugno sono scese del 4,3% rispetto a maggio. “Il calo più consistente da novembre 2013″, secondo l’associazione delle Camere di commercio all’estero.
E sul fronte dei consumi le notizie sono tutt’altro che rassicuranti: il commercio al dettaglio, a maggio, è sceso dello 0,7% rispetto ad aprile.
In autunno, per rispettare le clausole del Fiscal Compact, già si prospetta una legge di stabilità “lacrime e sangue” da 25 miliardi di Euro con circa 17 (!) miliardi di tagli alla spesa pubblica individuati dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli che dovrebbero diventare 32 (!!!) nel 2016.
In questo quadro drammatico assistiamo invece ad un Governo e le forze politiche composite che lo sostengono impegnate alacremente ed a tempo pieno in una riforma costituzionale e della legge elettorale semplicemente sconcertante, volta a comprimere la democrazia italiana (privando milioni di cittadini di una loro rappresentanza parlamentare anche all’interno di coalizioni) e rafforzare la Casta (con un Senato di nominati e con l’immunità parlamentare). Questo nel disinteresse della stragrande maggioranza degli italiani che non sanno cosa stia accadendo nel dettaglio.
L’Italia, in questa bizzarra Estate piovosa, sta economicamente affondando (eticamente e moralmente è da tempo sottoterra), ma sembra che la priorità sia rispettare, costi quel che costi, il patto del Nazareno. Il MoVimento 5 Stelle ci sta provando ad opporsi, ma come al solito in splendida solitudine e sottoposto, inoltre, a continui attacchi pregiudiziali da parte di quell’intellighenzia de sinistra, tanto attiva nell’organizzare girotondi contro Berlusconi, salita rapidamente sul cargo di Renzi.
Si prospetta un Autunno caldo. Lo spettro delle Europee è passato ed ora i cittadini capiranno le conseguenze del voto dello scorso 25 maggio.