Cittadino, Legge, Archetipo

Una delle tante innovazioni culturali confluite nel MoVimento 5 Stelle è rappresentata dal rapporto con le istituzioni politiche, più esplicitamente dal rapporto con la legge e il principio. Il MoVimento 5 stelle non è contro le istituzioni civili, punta semmai a una democratizzazione di quest’ultime, ad una loro diffusione nella vita sociale e persino a una riappropriazione del loro senso, che sarebbe, proviamo ad accennarlo in generale, il servizio alla e la promozione della vita civile come tale.

C’è un elemento di portata oggettiva in questo, legato più al processo storico che alle singole individualità, e cioè il progressivo decadere delle istituzioni pubbliche, nell’occidente e nei paesi occidentalizzati, a funzionari esecutivi degli interessi delle grandi multinazionali. È l’interesse economico che detta la legge, per esempio quando crea o disfa una nazione. Lo Stato “borghese” non è più tanto il braccio politico, l’intelligenza, del capitale, esso è sopravanzato talvolta dal capitale ed è ridotto ad esecutore dell’unica intelligenza ancora legittima: il calcolo del profitto. Questa neutralizzazione o deideologizzazione dello Stato, questo Stato diciamo postideologico, ha comportato e si nutre della barbarie sociale e etica che vediamo ovunque. L’Italia, il solito anello debole della catena imperialistica, è l’esempio di come corruzione e degrado siano funzionali allo “sviluppo” economico e alla creazione di consenso. E` in questo contesto storico ed oggettivo che la riscoperta della legge da parte di un movimento di opinione come i 5 stelle ha una rilevanza fondamentale.

Quello che vorrei qui approfondire è però un risvolto più individuale della faccenda. Come si pone l’individuo, il cittadino, di fronte alla legge e alla questione di principio? Di quali strumenti culturali disponiamo nella nostra tradizione per saper affrontare la nuova congiuntura storica appena descritta? L’importanza storico-oggettiva di una tema non ne fa di per sé un elemento che chiunque possa capire e sentire proprio, una caratteristica questa che invece non può mancare a chi si sente parte di un movimento. Chiediamoci: non è la legge quanto di per sé più impersonale e perciò anche irriguardoso nei confronti dell’individuo? Non è Kafka paradigmatico di un rapporto inevitabile e tuttavia impossibile tra individuo e Legge? E che dire del modello di moralità kantiana, in certa misura riassumibile nella formula burocratese del “dovere per il dovere”, in cui la legge, pur formale, permea a tal punto l’individualità da annientarne ogni particolarità ed affettività? Che dire poi delle cosiddette “leggi” del mercato, ferree e arbitrarie come poche?

Forse il contesto culturale di riferimento che rende comprensibile questa impostazione dei 5 Stelle è qualcosa di analogo alla legge dell’Antigone di Sofocle, la legge del cuore e degli avi opposta alla legge pubblica e arbitraria. Con un fondamentale spostamento d’accento però: ciò che l’individuo ritrova in sé di contro alla palese ingiustizia della legge pubblica non è solo legato alla sua intimità e all’affetto parentale, ma è al contempo la scoperta di una effettiva comunità originaria in sé. Si tratta di una comunità accessibile forse solo al nostro modello di società ipercivilizzata, quindi di una comunità che non ha niente di “naturale”, ma che tuttavia include anche la materialità dell’esistenza, particolarmente la sua corporeità.

Si tratta di una originaria comunità simbolica fatta di situazioni-tipo, che hanno fatto la storia o meglio sarebbe dire il dramma della vita civile di ognuno di noi. Il tema del corpo insepolto del fratello di Antigone rimanda a un contesto parentale. Quello che dobbiamo immaginare qui invece sono momenti-tipo della vita civile, come l’ingresso nella società adulta, la guerra fratricida, il rapporto conflittuale e di dipendenza dall’istituzione (schema della dipendenza-emancipazione) ed altro ancora. Il cittadino contemporaneo postmoderno rivive situazioni-tipo che sono la matrice di mitologie e religioni, e attraverso queste dei progetti di organizzazione politica ed economica tentati nella nostra tradizione. Per questo il partecipante di un movimento come i 5 Stelle non ha bisogno del partito, perché il partito organizza e crea sulla base di una comunità di idee e di interessi – almeno nella sua accezione più nobile -, mentre il partecipante di un movimento trova questi elementi comunitari già dati nelle situazioni-tipo.

Riconoscersi in essi è già condividere una condizione vissuta nei secoli, sapere di non essere soli ad affrontarla. Questa condivisione è data e sentita anziché essere prodotta con artifici organizzativi. Il problema attuale diventa ed è al contempo problema archetipico, in un senso analogo a ciò che lo psicologo svizzero Carl Gustav Jung intende. Ad esempio, assieme alla pretesa individuale e innanzitutto giovanile di avere un ruolo positivo nella società, c’è “l’eterna” questione dei riti di iniziazione; assieme alla liberalizzazione dei rapporti sessuali, così importante per noi oggi, c’è la messa in questione della società patriarcale; assieme alla critica all’asservimento del lavoro e al bisogno di molteplicità di sviluppo individuali, c’è una comprensione della tecnica superiore ad ogni tecnicismo e quindi una possibile soluzione positiva della condanna biblica al lavoro. Questi e numerosi altri orizzonti simbolici, gli archetipi appunto, vengono attivati nel singolo di oggi e fondano la sua pretesa di cittadinanza di questo mondo. Questi orizzonti sono le leggi non scritte, i principi guida del cittadino nuovo che formano la base di ogni effettiva legislazione, sono le leggi comuni proprie di ciascuno.