Causa ed effetto

europarlamento_protesta_euroscettici_strasburgo_getty_02Il più grande attentato alla democrazia italiana è stato ingenerare nei cittadini, progressivamente, la convinzione che votare non serva a nulla e la Politica sia una variabile esogena della società. In un panorama di finto bipolarismo muscolare, ma di sostanziale inciucio perenne del sistema partitocratico (dall’estrema destra alla sinistra massimalista), questo aveva certamente il suo fondamento e la percezione del cittadino di inutilità del voto non era tanto campata in aria. Ma si trattava di una degenerazione ed avrebbe dovuto essere di breve periodo, perché nel medio periodo una parte della società razionalizza la presa in giro ed esprime una reazione. In Italia, a causa di condizioni particolari ed anomalie tutte locali nel sistema dell’Informazione, ci sono voluti, purtroppo, 20 anni… La reazione può essere pacifica, se si incanala nell’alveo politico, o violenta.
Il MoVimento 5 Stelle non è altro che la risposta politica e pacifica a questo stato di cose.
Non è vero che il voto non sia importante e che la politica non ne tenga conto. Non è vero che il voto al M5S alle Politiche del 2013 sia finito in frigorifero e non sia servito a nulla…
Il recente voto alle Europee del Popolo Italiano è stato, nella sua maggioranza, la scelta di colui che non è consapevole di essere un condannato a morte ed al quale viene gentilmente offerto un ventaglio di metodi (i vari Partiti compresa, citando Lukàcs citato da Diego Fusaro, l’apologetica indiretta del Capitalismo cioè la Lista Tsipras) per eseguire questa condanna. Quale sono le conseguenze del voto del 25 maggio scorso, considerando che l’Italia è un Paese fondamentale per l’Eurozona e che, se si riappropiasse della propria sovranità monetaria, metterebbe in moto un “effetto domino” e crollerebbe tutto l’impianto della moneta unica?
Proposto alla guida della Commissione europea Jean Claude Juncker, per 18 anni primo ministro del paradisco fiscale del Lussemburgo. Un fiero sostenitore delle politiche tecnocratiche, basate sulla semantica e sul linguaggio tecnico indecifrabile per la maggior parte dei cittadini, e della politica economica decisa nelle stanze “buie e segrete”.
Rieletto Presidente dell’Europarlamento Martin Schultz (“eroe” della  sinistra italiana dopo il celebre scontro con Silvio Berlusconi nel 2003), da 20 (!) anni a Brussels/Strasburgo e membro di quel PSE co-responsabile tanto quanto il PPE dell’austerity, del Fiscal Compact e del Meccanismo di stabilità europea (MES).
Il 26,77% del popolo britannico ha votato per lo United Kingdom Independence Party (Ukip) di Nigel Farage che è risultato il primo partito. Per ora il Regno Unito eviterà di rinunciare alla propria sovranità nazionale e monetaria e potrà “difendersi” dalla troika filo-tedesca rimanendo fuori dall’Eurozona e dal Fiscal Compact.
Coerentemente han fatto gli eurodeputati dello Ukip a voltare le spalle ad un “Inno alla gioia” che è, in realtà, l’inno di un’Unione di tecnocrati, banchieri e mercanti che riduce la sofferenza dei popoli a meri numeri sulle statistiche EUROSTAT. Andate in Grecia e vedrete quale gioia hanno portato le ricette dela troika smantellando lo stato sociale pur di incatenare il Paese all’Eurozona. E per molti italiani, a breve, non ci sarà nemmeno bisogno di farsi un viaggio nella penisola ellenica per capire…

PS: se il gesto dei deputati dello Ukip è servito da scusa all’asse PPE-S&D-Alde per accantonare il consolidato e consuetudinario metodo d’Hondt per l’assegnazione delle presidenze e delle vicepresidenze delle Commissioni creando il nuovo metodo oligarchico Don’t, ciò dimostra ancor di più quanto sia labile il concetto di democrazia e di salvaguardia dei diritti delle minoranze politiche all’Europarlamento.