Catalexit

Parlamento Europeo, Strasburgo, 3 ottobre 2017

Nigel Farage MEP, UK Independence Party (UKIP), presidente del gruppo Europa della Libertà e Democrazia Diretta (EFDD) al Parlamento europeo http://www.nigelfaragemep.co.uk @Nigel_Farage

Dibattito: stato dell’arte delle negoziazioni con il Regno Unito

 

A parte la questione veramente importante della Brexit, credo che i cittadini europei, i quali non hanno alcun interesse per ciò che succede qui, saranno stupiti che il signor Juncker arrivi per la sua solita comparsata nella sessione di Strasburgo di questa settimana e non faccia assolutamente alcuna menzione dei drammatici eventi avvenuti all’interno di uno Stato membro dell’Unione europea, che è presumibilmente una democrazia moderna.

Uno dei motivi per cui ho sempre desiderato la Brexit era perché pensavo che un sistema in cui la Commissione ha il diritto esclusivo di avviare il processo legislativo danneggiasse, ed alla fine, avrebbe distrutto qualsiasi concetto di democrazia nazionale. E sì, ho chiamato l’Unione Europea non democratica, l’ho definita antidemocratica, ma mai, mai nelle mie critiche più forti, avrei immaginato la polizia di uno Stato membro dell’Unione che ferisce 900 persone per impedire che si recassero a votare.

Tralasciando se abbia valore legale o meno a livello nazionale per le persone in Catalogna votare, sicuramente la gente ha il diritto di esprimere un parere. Abbiamo visto le donne trascinate dai seggi elettorali per i capelli, vecchie signore con la fronte spaccata. La manifestazione più straordinaria e cosa otteniamo da Mr Juncker oggi? Non un cinguettio. Infatti in precedenza abbiamo avuto la necessità di mantenere lo stato di diritto e credo sia abbastanza straordinario capire che questa unione è disposta ora a chiudere un occhio. Immaginiamo se la polizia britannica avesse percosso un paio di protestanti del Partito Nazionale Scozzese o se qualcosa fosse accaduto contro una manifestazione pro-Remain, tutti avreste urlato all’omicidio delle divise blu, anzi le reazioni sarebbero state che il Regno Unito doveva andare davanti alla Corte Europea dei Diritti Umani, eppure di questo non si vuole nemmeno parlare. Sapendo come mio solito, i vostri piani futuri, sette di voi membri qui con la vostra polizia militare, la vostra forza di euro gendarmeria, tutto quello che posso dire ancora una volta è ringraziare Dio che stiamo uscendo.

Brexit fu un atto di liberazione, fu una voce di autodeterminazione nazionale che non può e non sarà fermata, ma in questo processo negoziale temo che fin dall’inizio ci abbiate trattato come un ostaggio. A meno che non paghiamo un riscatto, a meno che non rispettiamo tutte le vostre richieste, tutte le vostre richieste, allora non consentirete nemmeno una conversazione intelligente con noi sul commercio che esca da qui.

Non ci sono garanzie che qualunque cosa la signora May affermi o faccia, anche quando avremo soddisfatto le vostre richieste, voi veniate da noi per concludere un ragionevole accordo commerciale. E devo dire che è triste, è stato pietoso vedere infatti il primo ministro britannico a Firenze. Ho sentito dire che ha pensato di essere conciliatoria, di essere cresciuta, la gente è felice di ciò che ha detto. In realtà la signora May, sono rammaricato a dirlo, non è abbastanza mondana da riconoscere che quando si affronta un bullo l’unica cosa che non si fa è cercare di assecondarlo. Vi sta chiedendo di darle un periodo di transizione e non c’è alcuna garanzia che lo concederete.

Quindi sono realmente d’accordo con le critiche che ho sentito in giro per l’aula circa i messaggi contrastanti provenienti dal governo britannico. Spero solo che a Manchester il Partito Conservatore inizi a dire in pubblico quello che dicono in privato, che è una perdita di spazio di manovra, che deve andarsene, che abbiamo bisogno di un Primo Ministro che dica al signor Barnier “Okay, ecco una scadenza. Ecco una data, lavoriamo per quella data e se non possiamo raggiungere un accordo ragionevole sul commercio e su tutto il resto, noi semplicemente vi lasciamo e ritorniamo alle regole del WTO.”

Questa manfrina non può andare avanti anno dopo anno, dopo tutto abbiamo votato per la Brexit.