Caldo d’Agosto

Mi ricordo anni fa che Agosto era il mese sacro delle ferie. Le città si svuotavano, la politica andava in vacanza, in TV i programmi di approfondimento tornavano a settembre ed i quotidiani riempivano le pagine con chiacchiere da bar sul calciomercato (allora assai ricco di trasferimenti di campioni) e pre-campionato. Non esistevano i social network e la gente se ne stava tranquilla sotto all’ombrellone staccando per un po’ dalla routine. Oggi, complice la crisi economica causata dall’Euro, questa buona abitudine si è persa ed è facile che il gran caldo prenda alla testa… La diffusione degli smartphone e delle connessioni dati a buon mercato fa il resto.
All’interno del PD invece di preoccuparsi dell’incapacità del Governo Renzi praticamente su tutto, ecco che qualcuno è impegnato ancora ad attaccare il MoVimento 5 Stelle utilizzando falsi scoop contro Beppe Grillo che riguardano il suo status di “milionario”… Questo è un ricorrente leit motiv che mi sono accorto fa grande proseliti nell’elettorato di centrosinistra più popolare ed è poi uno dei clichè usati per 20 anni contro Berlusconi cioè solleticare l’invidia sociale contro chi ha i soldi e quindi delegittimarlo preventivamente per questo motivo. La massa degli elettori de sinistra vota chi sente più simile perché se ne fida ed è per questo che, prima dell’avvento del nuovo deal renziano, alle feste dell’Unità trovavi schiere di politici a lavorare insieme ai militanti volontari. Paradossalmente Berlusconi, nonostante fosse uno degli uomini più ricchi di Europa, aveva lo stesso appeal su una larga fetta di italiani che si riconoscevano in lui per alcune tipiche caratteristiche italiche espresse da loro in piccolo. Per cui più a sinistra si provava a demonizzarlo sul fatto che era ricco e pieno di giovani donne avvenenti e più aumentava i consensi.
La storia di Grillo del quale non fidarsi perché milionario è ricorrente e serve, secondo me, come bieca propaganda per convincere un vecchio elettorato che non esista alternativa praticabile al PD. E ne sono convinto dalla reazione sui social network dei vari “Mi piace” piddini quando vengono pubblicate queste “non notizie” che sembrano un autoconsolarsi per le miserie del presente. In realtà la gioia per la fedeltà al Partito è effimera quando si scopre l’inconsistenza della “non notizia”.

BandiereUltima in ordine tempo è la foto che ritrae Beppe Grillo a bordo di uno yacht battente bandiera delle Isole Cayman, noto paradiso fiscale. Questo mirabilante scoop è stato subito ricollegato da uno dei tanti blogger (un giochetto gia’ usato per accusare di misogenia Nigel Farage e screditarlo, del quale avevo parlato qui l’anno scorso), pullulanti sul web, ad un post di qualche tempo fa sul blog che si scagliava proprio contro il fenomeno dilagante degli yacht che battevano bandiere di comodo per pagare meno tasse. L’intento era chiaro: attaccare Grillo per il suo stile di vita e per la palese incoerenza. A parte il fatto che lo yacht poteva esser stato preso a noleggio da qualche società, ma in realtà la bandiera sullo yacht non era delle Isole Cayman, ma del Regno Unito… Per cui tutti di corsa a cancellare dalle proprie bacheche il falso scoop. D’altra parte il pauperismo è un nervo sensibile per una parte della base del 5 Stelle, la comunicazione di regime lo sa e cerca di usarlo contro, ad esempio, le rappresentanti del MoVimento accusate di imborghesimento (vedi qui).
Nel frattempo sul blog di Beppe Grillo vengono pubblicate le 4 proposte sull’immigrazione di Vittorio Bertola. L’ineffabile Orfini, quello che gioca con Renzi alla PlayStation, se ne esce subitaneamente con un improvvido tweet che riporta alla fauna e che suscita una ovvia risposta…
Sulle proposte di Bertola, le polemiche del senatore Buccarella ed il mini post di ieri non mi interessa ora entrare, quello che osservo sono le reazioni scomposte che arrivano da sinistra (ma anche da alcuni parlamentari del 5 Stelle) ogni volta che si prova ad affrontare il fenomeno dell’immigrazione non in maniera dogmatica, FB_IMG_1439312172104ideologica o buonista, ma per quello che è ovvero un fenomeno articolato che va regolamentato e gestito per evitare che diventi un problema i cui effetti sociali finiscano per esser scaricati sui cittadini. Personalmente reputo che questo sradicamento dai paesi poveri di masse di giovani li impoverisca ancora di più, ne impedisca una loro evoluzione economica e sociale in senso positivo e sia molto subdolo, perché è voluta dal capitalismo dell’Europa Occidentale per disporre di una forza lavoro a basso costo e senza quella che una volta si chiamava “coscienza di classe”. Un sottoproletariato urbano da sfruttare nei momenti di espansione di cui disfarsi facilmente nelle fasi di contrazione. Questo concetto, purtroppo, non è facile da far comprendere dopo 30 anni di bombardamento mediatico col mito buonista dell’accoglienza a porte aperte di cui le operazioni Mare Nostrum e Tryton rappresentano la tragicomica sublimazione. Al quale ha fatto da contraltare l’approccio becero ed inconcludente della Lega Nord che da un lato abbaia agli immigrati, ma dall’altro trova consenso proprio in quell’imprenditoria “padana” ai quali serviva l’immigrazione come serbatoio di forza lavoro a basso costo. La Sinistra di governo ha, invece, come unica risposta tamponare gli effetti, ma non le cause e le indagini di Roma Capitale hanno poi dimostrato che deprecabile business giri intorno all’accoglienza dei migranti gestito dalla lobby della solidarietà. Davvero insopportabili sono le bacchettate dei radical chic che non votano e mai voteranno il MoVimento, ma ne vorrebbero una sua evoluzione nel 2.0 di qualcosa che più gli aggrada ed il cui approccio all’immigrazione è far finta che non esista… Ma se ti sbarcano più di 102 mila persone in 7 mesi e mezzo e ne ospiti già 78 mila, si pensa veramente che le nostre capacità di accoglienza siano infinite oppure sarà il caso di capire che va cambiata prospettiva? Gli immancabili paragoni con altri Paesi che farebbero di più si dimenticano sempre di alcune gravi peculiarità dell’Italia odierna ovvero una situazione dove è in corso lo smantellamento, pezzo per pezzo, del sistema del Welfare (in primis la Sanità), dove abbiamo un sistema della Giustizia nel quale è estremamente difficile finire in galera per tutta una serie di odiosi reati “minori” (ma che creano allarme sociale e degrado), dove le forze dell’ordine sono sotto organico e sempre a rischio di gogna mediatica appena usano la forza, dove metà del Paese è a PIL negativo, dove gli stipendi ed i salari medi sono fermi da anni e dove la disoccupazione giovanile persistente ha innescato un esodo biblico di cervelli verso l’Estero. Secondo me la stragrande maggioranza dell’attuale elettorato del MoVimento ha le idee ben chiare sull’argomento, ma credo che a Roma ci saranno grossi problemi perché una parte dei Parlamentari proviene dalla fase “movimentista” di espansione nella quale il tema non ha mai avuto un preciso inquadramento.