Austerità

Il dopo elezioni del 4 marzo sta mostrando quanto il Sistema presidi militarmente la televisione che resta il media con maggiore capacità, tuttora, di arrivare alla gente. Incredibile come il leit motiv delle trasmissioni dove si parla di politica sia rimasto identico a quello visto nei mesi precedenti al voto. Ora che il PD ed affini (LeU) sono stati usati più o meno consapevolmente fino a condurli al suicidio politico, per l’establishment è tempo di condizionare chi ha vinto le elezioni ammonendoli che l’UE ci guarda e bisogna continuare nel solco delle stesse ricette economiche precedenti, in poche parole un’altra bella dose di austerità.
Da mesi imperversano gli alfieri del rigore dei conti pubblici ovvero mister Carlo ‘spending review’ Cottarelli e la prof.ssa Elsa ‘crocodile” Fornero pontificando con il solito “non c’è alternativa” tanto caro agli elettori ricchi e conservatori di centrosinistra (vedasi Eugenio Scalfari) che vorrebbero, ora, condizionare il M5S e portarlo sulla strada della rovina politica…
Di seguito un paio di grafici che testimoniano il totale fallimento di queste politiche, iniziate per convergere sciaguratamente nell’€uro e che, dopo la crisi del 2008, hanno fatto sprofondare il Paese in una terribile spirale recessiva e di povertà dilagante.

Si osserva come la spesa pubblica destinata ai servizi per i cittadini sia stata pesantemente tagliata (soprattutto dai vari governi di centrosinistra Prodi – D’Alema – Amato) e che, nel frattempo, lo Stato abbia raccolto dalle tasse più di quello speso per 53 punti % di PIL!!!

Ma cosa è successo, nel frattempo, al famoso rapporto Debito Pubblico/PIL con il quale ci ammorbano in continuazione?
Che tutto l’oneroso abbattimento a colpi di avanzi primari non è servito a nulla in quanto, con la crisi del 2008, il PIL è crollato ed il rapporto ha iniziato a crescere ed è schizzato proprio a causa delle misure di austerità (annullando tutti i sacrifici precedenti) che hanno affossato ancor di più l’economia, quando invece sarebbe stata necessaria maggiore spesa pubblica in funzione anticiclica.

E’ così difficile capire che il valore del 60% di questo rapporto, richiesto dal trattato di Maastricht, mai potrà essere raggiunto dall’Italia?