Alla conquista della realtà

La vecchia definizione aristotelica dell’uomo come “animale razionale” nasceva in un periodo di ripiegamento civile dell’uomo greco antico. Fruttuoso quanto si vuole, a dir poco, nel caso di Aristotele, ma pur sempre ripiegamento. Un secolo lo separava dall’epoca celebrata da Tucidide con il suo discorso di Pericle, quello sulla libertà e la democrazia ad Atene – e chissà quanto durava allora un secolo… Aristotele, figlio di un medico di corte, lui stesso cortigiano del grande Alessandro Magno, doveva certo compensare questa sua condizione di sudditanza accentuando in sé e nell’uomo in generale la sua componente all’apparenza più nobile, meno pericolosa e più addomesticabile, appunto la ragione. In realtà Aristotele parlava dell’uomo come colui “che ha la parola” e cioè l’argomento, e sulle possibilità di organizzare argomenti – i sillogismi – lavorerà non poco. Fatto sta che nelle assemblee cittadine, per il ruolo che ancora potevano avere, non si argomentava con… read more →