Extracomunitario a chi?

Nella storia del pensiero politico c’è una metafora ricorrente e che sempre ha accompagnato la riflessione sui fondamenti del vivere associato: quella del contratto. Il fatto della convivenza umana, specialmente quando questa viene in crisi e mostra i suoi lati più deleteri, sarebbe riconducibile a un originario, più o meno consapevole accordo stipulato da ogni singolo con una più generica società. Questo accordo realizzerebbe inoltre il passaggio da un precedente stato individuale e naturale, dato per svantaggioso o comunque insostenibile, a favore di un nuovo stato politico e razionale. L’idea di un contratto originario di ingresso nella vita civile ha forse avuto così tanto successo fino ad oggi proprio perché rimanda ad atto di riflessione che ognuno di noi può in ogni momento realizzare: vale la pena di fare quello che sto facendo? A quali condizioni sono legato in questa attività? Posso trovare altrove migliori condizioni di esercizio della mia… read more →